martedì 8 marzo 2011

pablo ed io

Quando ero piccolo volevo essere come Picasso e un po' credevo di esserlo. Solo un po' perché in realtà pensavo che non fosse come tutti ma una specie di essere divino, immortale. Poi un giorno hanno detto che era morto, io ero abbastanza grande ma non ci ho creduto. Ancora oggi, che sono molto grande, quando dicono che è morto un pittore, non ci credo mica tanto. Forse mi dico che anch'io non morirò, anche se non sono diventato come Picasso.

2 commenti:

genseki ha detto...

Quando ero piccolo volevo essere come Yanez de Gomera, l'amico di Sandokan. Perché i cani mi facevano paura anche i piú piccolini e non avrei potuto vole essere sando-kan e, invece, ero sicuro che non avrei mai avuto paura dei babirussa. Poi Yanez non era un vero eroe, era l'amico dell'eroe e ad essere amico dell'eroe si corrono meno rischi ma si è lo stesso nell'avventura piú avventurosa. Immaginavo di essere Yanez de Gomera, ma la sigaretta non la immaginavo bene, restava sempre un po' sfuocata e poi Yanez de Gomera non sembrava essera mai davvero innamorato come quel Sandokan che ruggiva quando ascoltava dire: "perladilabuan". E a me le bambine parevano sceme. Non mi facevano nemmeno miagolare.
A volte volevo anche essere Tremalnaik perché aveva una tighre che lo proteggeva e io avrei voluto avere una tigre che mi protegesse dal bullo della scuola che erano due fratelli, figli del pollaiolo e si chiamavano Blangero e Oriana e mi aspettavano sotto il Kaki e mi tiravano i kaki sull'eskimo.
genseki

la lumacaquerida ha detto...

Caro Pietro, i figli dei pollaioli sono sempre terribili. Ne ho conosciuto uno anch'io, lo chiamavo trinciapolli ed era molto prepotente ( sarà dipeso da tutte quelle interiora che occupavano il suo piccolo mondo?)
m